sabato 19 ottobre 2013

Pasta Broccoli Salsiccia e... Autunno Dolciastro

Ultimamente entro e rientro
nelle mie stanze 
come se ci fosse qualcuno
pronto ad abbracciarmi e sorridermi;
ultimamente scrivo sulla carta 
bianca come un tempo,
come se riuscissi a ritornare indietro;
ultimamente alzo lo sguardo sulle
cose ed evito di posarlo su altre cose
convinta di riuscire a cogliere
il segreto nascosto
che nessuno vuole svelarti
ma che tutti possiedono in quello
sguardo fastidioso e compiaciuto
disperatoassenteinnamoratopienodisperanzaspento;
ultimamente prendo in mano la penna
come se stringessi le tue mani;
ultimamente assaggio la pasta che cucino
come se stessi baciando la tua bocca.
Ultimamente  ritrovo in
tutti questi gesti inediti
la mia solitudine a braccia aperte 
pronta a non abbandonarmi.

I broccoli io li ho sempre o quasi sempre mangiati bolliti, li tratto un po' come dei crostini prima di cena: sono lì, li mangio come antipasto, croccanti, ma sanno di broccolo, non hanno altro gusto al di fuori del loro sapore vegetale e fresco. Ma ultimamente mi è capitato di unirli a pomodori secchi, olive e  salsiccia, addolciti con un po' di salsa passata in padella e salati con un po' di ricotta salata sopra. Quel pranzo è stato diverso.



INGREDIENTI
(per l'intera ricetta userò dosi senza dosi)

500g di pasta corta (le mie erano conchigliette rigate)
salsiccia
pomodori secchi sott'olio
broccoli precedentemente lessati
salsa pronta
olive nere 
ricotta salata
aglio
olio d'oliva 
sale pepe paprika



La mia ricetta è priva di dosi e anche di indicazioni precise perché voglio riportarla esattamente come l'ho preparata io, e io avevo interamente tutto pronto, broccoli già lessati, salsa cucinata precedentemente e pomodori secchi preparati in estate sutto u suli. 
Quindi mettete su l'acqua per la pasta e dedicatevi all'unione di tutti gli altri ingredienti, quindi sbriciolate la salsiccia  e tagliate i broccoli, denocciolate le olive nere e tagliate a pezzetti i pomodori secchi. Mettete un filo d'olio d'oliva in padella con l'aglio tagliato in due , appena caldo saltate la salsiccia, lasciate cucinare per qualche minuto, finché la salsiccia sarà ben rosolata, aggiungete a questo punto i broccoli e i pomodori secchi, date loro il tempo di unirsi in padella, aggiungete le olive, spolverate la paprika e del pepe nero. Io non ho aggiunto il sale, ma la libertà in cucina è vostra.
A fine unione aggiungete qualche cucchiaio di salsa pronta, proprio il tempo di scaldarsi. La pasta sarà pronta, mettetela direttamente nella padella con il condimento, unite dell'olio, spolverate della ricotta salta e pranzate diversamente anche voi.


"l'autunno, prima di iniziare nelle cose, inizia dentro di noi" 
Pessoa

sabato 31 agosto 2013

I ceci sono anche una crema!

Vorrei..
ma
non posso.
Allegro..
ma
non troppo.
Pulsione..
ma
nessuna emozione.
Radicato in me un fondo di attenuazione,
una mano che mi trattiene ad ogni costo,
un abisso che mi si svela ad ogni passo.
Ogni cosa sembra irraggiungibile
ed inizio a pensare che, se così non 
fosse,
be' sarebbe troppo semplice, e quindi
"Avanti il prossimo Candidato all'Impossibile".
La semplicità tanto agognata, non la voglio più.
Voglio ogni giorno l'impossibile,
 l'irraggiungibile,
ma non quell'Infinito in cui "naufragar m'è dolce",
voglio quello che ogni giorno mi butti giù, sempre più giù.
Ma perché?
Perché questa latente paura non vuole allontanarsi,
perché questa latente autocommiserazione non si decide a lasciarmi fare?
Desidero ciò che non posso avere,
le emozioni sono diventate rare su questa fertile terra di stronzate,
l'allegria va bene solo se smorzata,
l'impossibile va di moda,
la semplicità è solo una canzone,
e i ceci sono anche una crema.
Qualcosa non va,
posso anche trasformare i ceci in crema,
ma non posso tritare a lungo le mie emozioni: 
il sapore che resta mi sta  cambiando la bocca.


Vi propongo un hummus di ceci, è una crema buonissima, fresca se volete, piccante sempre se volete, ma in ogni caso semplice e spalmabile sul pane. Se vi piacciono i legumi, se vi piace l'idea di una crema fatta in casa per preparare dei crostini, preparatela, munitevi di mixer da cucina e con un po' di semplicità che dovremmo avere in equipaggiamento, cucinate.


INGREDIENTI

1 scatola di ceci lessati da circa 400g
2 cucchiai di salsa tahina 
1 limone 
5 cucchiai di olio di semi di oliva
1 spicchio d'aglio
mezzo cucchiaino di cumino (se ne gradite il sapore)
un pizzico di sale integrale

INGREDIENTI PER LA SALSA TAHINA

4 cucchiai di semi di sesamo
3 cucchiai di olio di oliva
1 limone ma anche mezzo va bene
1 cucchiaio di farina
mezzo cucchiaio di sale integrale

Iniziate con la preparazione della salsa tahina, semplicemente tostando appena, senza bruciare e quindi rendendo tossico il tutto, i semi di sesamo in una padellina. Mixateli con il resto degli ingredienti per la salsa tahina, finché la densità non sarà appunto quella di una salsa. Mettetela da parte e iniziate a frullare i ceci lessati, lavateli prima! Frullare insieme a tutto il resto, compreso la salsa tahina, per almeno due minuti, aspettate che diventi spumosa, che diventi bella e assaggiatela. Se preferite aggiungete del prezzemolo, io non l'ho fatto ad esempio. Ponetela in frigo per un'ora, oppure spalmatela ovunque desideriate e il gioco è fatto. Io l'ho accompagnata con delle carote crude tagliate a listarelle.
Semplice, no?


"Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate"



venerdì 24 maggio 2013

Cannella sommersa.

E' necessario 
sentirsi
sommersi.
Quando un rumore assordante ti penetra la pelle delle orecchie,
quando l'invadenza di uno sguardo ti spoglia l'anima,
quando l'obiettivo raggiunto ti lacera il tuo obiettivo non raggiunto,
quando il fischiettare continuo dell'uccellino nella stagione degli amori
ti sveglia al mattino sola nel tuo nido,
quando le ripetute sillabe elementari apparentemente senza senso 
scoprono l'inconsistenza delle tue parole artificiose e artificiali,
quando la cannella copre il sapore del latte di riso,
quando qualcosa aumenta in maniera incontrollata il battito del tuo cuore
e ti impedisce lo scorrere armoniose del sangue nelle vene,
quando l'ingranaggio si inceppa e non hai voglia né di pensarci né di ricoprirti 
di consapevolezza pensandoci,
senti la necessità vitale di essere sommerso 
da una musica che ti isoli da tutto
tutti.
Sommerso oltre il capo, totalmente 
sotto.
Non vuoi sentire
(bada, senti ma non vuoi)
e non scambi tutto ciò per autosufficienza
ma 
guardi 
negli occhi
la tua solitudine
assapori
il tuo sapore.
Unico e solo.

Non sapevo si chiamasse ufficialmente biancomangiare tutta la Sicilia, pensavo fosse un nome locale della provincia ragusana, e invece questa sorta di gelo dolce simil budino, è un biancomangiare ufficiale, con una storia internazionale che tocca persino la Francia. E' stata una rivelazione perché ho totalmente rivisitato la ricetta originale che prevede latte vaccino e zucchero in quantità maggiori raffinato. Ha un gusto tutto suo, ma è un dolce al cucchiaio molto interessante per chi apprezza i sapori delicati, appena accennati. 



INGREDIENTI

450 ml di latte di riso ( quantità approssimative per l'intera ricetta causa utilizzo dosi approssimative)

1 cucchiaio da cucina di zucchero di canna grezzo ( ne ho adoperato veramente poco, quindi se foste             amanti di dolcezza raddoppiate la dose)

2 cucchiai da cucina pieni di amido di grano

1 stecca di vaniglia o 1 cucchiaino di cannella 

mandorle, pistacchi, nocciole grattate q.b.


Sciogliere in un contenitore con il latte, amido e zucchero. Passare il tutto in un pentolino, fiamma bassa con l'interno della stecca di vaniglia, mescolare di continuo con un cucchiaio di legno sino all'addensamento della crema. A questo punto lavare dei bicchierini di plastica, lasciandoli umidi all'interno per facilitare poi l'espulsione del dolcino, oppure dei piccoli contenitori in plastica o qualunque materiale voi desideriate purché sia destinato all'uso alimentare e sia di dimensioni ridotte, distribuire la crema all'interno dei barattoloni o bicchierini, lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi passare in frigo per almeno tre, quattro ore. Alla fine del tempo d'attesa, che in ogni caso aumenterà la densità del dolce e la voglia di mangiarlo, ponetelo su un piattino capovolgendo il contenitore su. Spolverate su la frutta secca che avete a disposizione, e se avete usato la cannella in polvere invece della stecca di vaniglia, quindi il vostro dolce avrà l'essenza di cannella, spolverate con cannella oltre la frutta secca che desiderate.

..qualunque musica può sommergervi, questa ad esempio

giovedì 16 maggio 2013

Convinzioni in progress..

Puoi averlo visto, intravisto, toccato
alla luce abbagliante 
di un flash 
di un lampo in piena notte
buia e cupa,
puoi averlo letto,
assistito come un'amica 
tante volte
sfogliato o trascritto
....
ma
tutto ciò non toglierà alla tua mente 
la capacità di essere convinta
e
di fare come se
tu fossi
quell'eccezione
alla regola
addirittura 
la vera regola.
E così ti ritrovi con l'alba negli occhi di notte,
e una carezza a cui stenti a credere sulla pelle
oppure
con una rotolo di pasta choux 
che per quanto è biscottato
pensi di aver fatto dei biscotti invece che un enorme tappeto di bignè.


Così qualche giorno fa preparo la pasta choux, quella che si adopera solitamente per preparare i bignè, e mi convinco drasticamente e irrimediabilmente che vanno usati solamente i tuorli delle quattro uova previste dalla ricetta.. premettendo che io non ho un buon rapporto con le uova, anzi diciamo che il nostro rapporto è stato interrotto da un po', ho dovuto preparare comunque questa ricetta alla maniera canonica.. ma l'impastoconvinto aveva una consistenza strana, diciamolo incredibilmente strana e modellabile, ma quando non si vuol vedere.. non si vede. E io non volevo vedere la mia assurda convinzione.



INGREDIENTI per un numero indefinito di bignè o un rotolo di pasta choux

4 UOVA INTERE  ( segnatevi bene questo post perché uova da me se ne vedono raramente)

150 g FARINA 00

100 g BURRO 

250 ml ACQUA

un pizzico di sale

un cucchiaio di zucchero


FARCIA 

1 kg di RICOTTA

una quantità di zucchero indefinita o piacevolmente definita (omaggio alla mia amica amante delle non-           dosi)

pezzettini di cioccolato


Ci vuole un po' di pazienza per preparare questo impasto ma poi è una soddisfazione alla fine vederlo trionfante uscire dal forno, morbido e delicato.
Bisogna far bollire in una pentola l'acqua, il burro a pezzettini e il pizzico di sale insieme, appena tutto il burro sarà sciolto e l'acqua inizierà a bollire buttare dentro la farina a pioggia e lo zucchero, mescolare con un cucchiaio di legno per bene, bisogna spegnere il fornello e continuare a cucchiaiare l'impasto che avrà la consistenza del pongo per intenderci, nel senso che sarà bel solidificato, è interessante lasciarlo raffreddare per qualche minuto e poi unire un uovo alla volta, intero e abbandonate le convinzioni in cucina, oppure non abbandonatele mai né in cucina né altrove, ma sorprendetevi dei risultati dopo, almeno la sorpresa accettatela, quindi dicevo un uovo alla volta da incorporare all'impasto, vedrete che via via questo assumerà sempre più la consistenza di una crema, appiccicosa ma cremosa, dopo versate l'impasto su una teglia foderata con carta a forno rettangolare, spalmatelo per bene su e infornate a 180 gradi statico per una ventina di minuti. Tenetelo d'occhio, chissà che non vi lasci senza parole anche mettendo le uova intere. Dopo la cottura, controllate che sia bene dorato e gonfiato in superficie, passatelo immediatamente su una canovaccio da cucina arrotolatelo con questo e liberatelo subito dopo, farcitelo con un mix di ricotta (ben scolata prima) zucchero e cioccolato. Arrotolatelo e tenetelo in frigo un paio d'ore prima di tagliarlo a fette, infine se vuole spolveratelo con zucchero a velo, ma senza, si sa, è più dolce.

N.B. questa ricetta prevede l'aggiunta del cucchiaio di zucchero perché destinata ad suo uso dolce ma se per caso voleste usare l'impasto per dei bignè salati, evitate lo zucchero iniziale e finale. 


Scrivo poco ma ..See you Soon - Coldplay




domenica 10 febbraio 2013

Cuoricini (bi)scotta(n)ti.

La maggior parte dei concetti che utilizzo,
la maggior parte degli strumenti mentali
pratici
elementari,
mi accorgo che...
servono a contenere.
Conteniamo tutto ciò che abbiamo 
cerchiamo sempre di contenerlo
arginiamo 
ci arginiamo.
Trascorre, scorre il tempo 
davvero?
Saranno mesi che evito di scrivere, evito di contenere stati d'animo, 
ricette d'animo
ingredienti dell'animo
 qui dentro.
Mesi?
Hai ragione Manu
"il tempo non esiste, serve a noi per capirci qualcosa".
E allora mi son servita di questi mesi per capirci qualcosa:
li ho lasciati scorrere bianchi su carta
silenziosi nell'aria.
Eppure ho parlato, ho vissuto, ho guardato le luci (trascorso Natale e le sue lucette)
ho scartato sorprese, scartato destini,
impacchettato ricordi,
fissato riflessi di occhi,
adorato profondamente idee,
chiuso duramente finestre da cui entrava solo gelido freddo,
aperto porticine da cui intravedevo fuochi bruciare,
annusato dolcezza stropicciata
annusato
speziati
nuovi
ingredienti
di
questo strano tempo che scorre 
invisibile
anche 
se
gli orologi sono fermi sui comò.

Biscottini ancora una volta! Nella fattispecie, cuoricini biscottati. La base è pasta frolla, la classica frolla.. ma con una variante! Io effettivamente con questa ricetta e queste quantità ho preparato una ventina di biscottini e una base per una crostata, ma la prossima volta saranno soli biscotti!



Ingredienti

Ingredienti per un numero variabile di biscotti e base per una crostata

300g di farina di riso ( ecco la variante!!!)

1 uovo intero (oppure due albumi solamente)

80g di zucchero semolato (tranquillamente di canna grezzo)

100g di burro 

mezza bustina di lievito per dolci

scorza grattugiata di un limone



Molto semplicemente disponete la farina a fontana, unite lievito e zucchero e scorza del limone. Unite il burro tagliato a cubettini, così risulta più facile anche lavorarlo, ed incorporatelo bene alla parte secca. Lavoratelo con mani sino a farlo scomparire. A questo punto si può anche unire o l'uovo intero o gli albumi. Si crea la solita palla la si avvolge con farina e pellicola.. sprigiona un profumo di limone da urlo! Prima di ogni utilizzo va messo in frigo, l'impasto per almeno mezz'ora. Poi è pronto per essere steso, disteso, infarinato, annusato, formettato e infornato per mezz'ora in forno statico a 180 gradi.



Perché a volte la follia è un promemoria, promemoria del nostro essere incontenibili incontentabili.