giovedì 8 ottobre 2015

A ciascuno il suo... Muffin!

Non avevo mai preparato dei muffin prima d'ora,
non saprei nemmeno dire perché;
in fondo appartengono a quelle preparazioni piuttosto semplici e buone.
Eppure c'è un tempo per ogni cosa,
senza fretta e con molta pazienza possiamo arrivare a quel tutto che abbiamo in mente.

Io vorrei finire di leggere tutti i libri scritti da Dostoevskij,
vorrei cucinare tutti i tipi di dolcetti 
e impastare il pane alla maniera di chi sapeva aspettare.

Se proviamo a chiudere l'orologio in un cassetto
...
ci ritroveremo lì dentro con lui.
Non sappiamo più vivere senza  il tempo 
anche se non abbiamo idea di cosa sia,
è un ingrediente onnipresente,
ogni ricetta,
ogni gesto,
ogni sguardo
...
poi ci sono i ricordi, quelli rendono ogni orologio ricaricabile.

Ma ci sono tempi che nessun orologio potrà mai scandire,
sono quelli eterni,
non hanno mai avuto un inizio
e non avranno mai una fine.

Sono i tempi che non sentiamo, paradossalmente...
sono davanti ai nostri occhi,
sono quello che stringiamo adesso,
quello che assaggiamo appena sfornato,
quello che amiamo 
adesso.





INGREDIENTI

250g Farina di grano tenero

50g Amido di grano

70g zucchero di canna grezzo

1 pizzico di sale

1 bustina di vanillina 

1 bustina di lievito per dolci

1 cucchiaino di cannella 

1 cucchiaino di zenzero in polvere

2 vasetti di yogurt bianco di soia

1 banana piccola matura

80ml di olio di semi di girasole

una manciata di mandorle tostate 


Il procedimento è abbastanza semplice: unite la farina setacciata al lievito, zucchero, vanillina, amido, sale, spezie. A parte frullate lo yogurt con la banana; unite l'olio e le mandorle tostate tagliate al coltello grossolanamente. A questo punto potete amalgamare entrambe le preparazioni: quella secca e quella liquidi. Ottenete un impasto liscio, senza grumi. Preparate i pirottini per muffin, io ho usato dei pirottini con diametro 10mm. Riempite la base di ognuno aiutandovi con un cucchiaio. Ponete su una teglia da forno ed infornate per circa 20 minuti a 180°, preferibilmente forno ventilato.

Se la ricetta vi è piaciuta o se avete apportato delle varianti, condividetele con me. 

sabato 17 gennaio 2015

«Imprevisto, chi era costui?»

I primi ricettari non avevano immagini
quindi se volevi sapere come andava a finire dovevi
creare e scoprire.
Oggi senza nemmeno arrivare al ricettario, ma soffermandoci
ancora alla potenziale idea di cucinare,
scopriamo che il nostro immaginario è costellato da immagini, video
e simulazioni reali della ricetta.
Risultato?
Sappiamo esattamente cosa ci succederà alla fine dell'impasto,
della lievitazione e, della vecchia sorpresa,
ci rimane solo 
l'imprevisto cioè
tutto ciò che non abbiamo visto prima.
E cosa non abbiamo visto che possa ancora sorprenderci,
se prima di fare un passo sappiamo le coordinate esatte
di dove il nostro piede andrà a poggiarsi?
Sappiamo così tanto,
sappiamo tutto
...
eppure negli spazi vuoti intorno alle parole,
alle immagini, ai video, alle previsioni,
c'è ancora tanto stupore, annidato
e sopravvissuto,
 in attesa che tante 
visioni,
  prima o poi,
facciano largo 
all'imprevisto.


Questo link vi rimanda al booktrailer del libro
 

lunedì 5 gennaio 2015

Siamo lancette che scorrono...

Siamo lancette che si muovono su un enorme quadrante
fatto di attimi, occasioni, incontri, saluti, arrivederci e baci.
Siamo lancette che scorrono,
corrono, 
si sfiorano
e ricominciano nuovamente.
Siamo lancette che hanno concluso il loro giro completo chiamato 2014
e adesso ne iniziano un altro cronologicamente
e logicamente chiamato
 2015.
Io come lancetta ho toccato ogni segmento del mio quadrante,
non posso sfuggire al giro,
nè io nè tu!
Vite che sono incontri..
tra noi e ...noi.
Una lancetta gira, è vero,
tocca altro da se
ma rimanere sempre attaccata al suo quadrante.
Nessuno mai si chiede se le lancette vorrebbero essere libere dal tempo che segnano;
nessuno mai si chiede se quando si fermano gli orologi,
in quell'attimo di sospensione,
 vi è la libertà.
Sappiamo solo cambiare le batterie..
ricaricarci, andare avanti e...
scorrere
 ininterrottamente
come lancette,
sperando che il nuovo giro sia più ritmato,
abbastanza lento per coglierne ogni nota
ma pieno 
come una scrivania
in cui ogni cosa non è al suo posto
ma ci è sempre piaciuto così.