sabato 17 gennaio 2015

«Imprevisto, chi era costui?»

I primi ricettari non avevano immagini
quindi se volevi sapere come andava a finire dovevi
creare e scoprire.
Oggi senza nemmeno arrivare al ricettario, ma soffermandoci
ancora alla potenziale idea di cucinare,
scopriamo che il nostro immaginario è costellato da immagini, video
e simulazioni reali della ricetta.
Risultato?
Sappiamo esattamente cosa ci succederà alla fine dell'impasto,
della lievitazione e, della vecchia sorpresa,
ci rimane solo 
l'imprevisto cioè
tutto ciò che non abbiamo visto prima.
E cosa non abbiamo visto che possa ancora sorprenderci,
se prima di fare un passo sappiamo le coordinate esatte
di dove il nostro piede andrà a poggiarsi?
Sappiamo così tanto,
sappiamo tutto
...
eppure negli spazi vuoti intorno alle parole,
alle immagini, ai video, alle previsioni,
c'è ancora tanto stupore, annidato
e sopravvissuto,
 in attesa che tante 
visioni,
  prima o poi,
facciano largo 
all'imprevisto.


Questo link vi rimanda al booktrailer del libro
 

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