sabato 17 gennaio 2015

«Imprevisto, chi era costui?»

I primi ricettari non avevano immagini
quindi se volevi sapere come andava a finire dovevi
creare e scoprire.
Oggi senza nemmeno arrivare al ricettario, ma soffermandoci
ancora alla potenziale idea di cucinare,
scopriamo che il nostro immaginario è costellato da immagini, video
e simulazioni reali della ricetta.
Risultato?
Sappiamo esattamente cosa ci succederà alla fine dell'impasto,
della lievitazione e, della vecchia sorpresa,
ci rimane solo 
l'imprevisto cioè
tutto ciò che non abbiamo visto prima.
E cosa non abbiamo visto che possa ancora sorprenderci,
se prima di fare un passo sappiamo le coordinate esatte
di dove il nostro piede andrà a poggiarsi?
Sappiamo così tanto,
sappiamo tutto
...
eppure negli spazi vuoti intorno alle parole,
alle immagini, ai video, alle previsioni,
c'è ancora tanto stupore, annidato
e sopravvissuto,
 in attesa che tante 
visioni,
  prima o poi,
facciano largo 
all'imprevisto.


Questo link vi rimanda al booktrailer del libro
 

lunedì 5 gennaio 2015

Siamo lancette che scorrono...

Siamo lancette che si muovono su un enorme quadrante
fatto di attimi, occasioni, incontri, saluti, arrivederci e baci.
Siamo lancette che scorrono,
corrono, 
si sfiorano
e ricominciano nuovamente.
Siamo lancette che hanno concluso il loro giro completo chiamato 2014
e adesso ne iniziano un altro cronologicamente
e logicamente chiamato
 2015.
Io come lancetta ho toccato ogni segmento del mio quadrante,
non posso sfuggire al giro,
nè io nè tu!
Vite che sono incontri..
tra noi e ...noi.
Una lancetta gira, è vero,
tocca altro da se
ma rimanere sempre attaccata al suo quadrante.
Nessuno mai si chiede se le lancette vorrebbero essere libere dal tempo che segnano;
nessuno mai si chiede se quando si fermano gli orologi,
in quell'attimo di sospensione,
 vi è la libertà.
Sappiamo solo cambiare le batterie..
ricaricarci, andare avanti e...
scorrere
 ininterrottamente
come lancette,
sperando che il nuovo giro sia più ritmato,
abbastanza lento per coglierne ogni nota
ma pieno 
come una scrivania
in cui ogni cosa non è al suo posto
ma ci è sempre piaciuto così.